«Thomas Sankara» una poesia di Ndjock Ngana

mercoledì 15 luglio 2009

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tratta dal Libro di poesie: NHINDO NERO ed. Anterem – Roma – 1999

Oggi un uomo è morto.

Discorsi di vita

che si facevano prima

sono sfioriti

in tanti canti di morte.

Africa di morte!

L’Africa nascosta

piange i suoi figli

mentre i poveri ridono;

l’Africa muore…

Oggi, un uomo è morto.

Un iniziatore africano è morto.

L’orgoglio africano è stato sotterrato

senza una lapide,

senza nemmeno un epitafio!

Sankara!

Quale fiducia nel popolo burkinabé

che di dolore muore,

ma non piange né rimpiange?

Chi terminerà il libro?

hanno venduto i capitoli del seguito

ancor prima di concepirli;

Dimmi quando ci alzeremo per raccogliere

il coraggio dei nostri antenati,

da usare contro il nemico,

e non contro nostra madre

Africa?

L’Africa muore mentre vive,

l’Africa vive di morte;

continente di morti ammazzati

dove si provano tutte le armi:

fame e sete,

capitalismo e comunismo

tribalismo e pillole

il kalashnikov…

Tutto uccide in Africa;

apartheid…

Samora Machel…

Il vento continua a soffiare

mescolando le lapidi di uomini

che sono l’Africa

polveri che furono pensieri sublimi,

fierezza di un continente

la cui nobiltà vola in polvere:

pensieri di libertà,

pensieri di unità,

pensieri di sviluppo.

Nomi lanciati al vento

verso gli antenati,

culture maltrattate dalla storia

di popoli in decadenza,

forti nel creare

ma poco pronti nell’inventare…

Nasser Ngwabi, Nkrumah,

Boumedienne, Biko, Ben Bella,

Olympio, Seku Turé, Kenyatta,

Um Nyobe, Yameogo, Lumumba…

Raccoglierò un po’

delle vostre polveri sacre

Per il museo d’Africa.


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