a cura di Maria Coletti

1987-2007: Osare inventare l’avvenire

Thomas Sankara rappresenta indubbiamente una pietra miliare nella storia africana e internazionale. A venti anni dalla sua morte, il suo esempio è ancora attuale: in questi tempi di “crisi della politica” e di corruzione dilagante, il suo pensiero e la sua azione assumono più che mai un valore di riferimento. Presidente, uomo politico, militare, uomo di potere: tutti ruoli pubblici da lui modestamente incarnati al servizio del paese e degli uomini e donne da lui rappresentati. Un uomo integro, prima di tutto. Capace di mettere in pratica in prima persona, dandone l’esempio, quel nuovo stile di vita austero e felice da lui sognato e realizzato, capace di risollevare le sorti economiche e culturali del Burkina Faso, in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini e insieme consapevole e rispettoso dei limiti del pianeta.

Chi avrebbe mai pensato, prima di Sankara, che uno dei paesi africani più poveri avrebbe potuto aspirare a “cercare la felicità”, ad “osare inventare l’avvenire”, a dar vita a “una società nuova, senza corruzione, menzogna e individualismo”, a difendere l’economia ed insieme a valorizzare contadini, donne, giovani, a praticare una sana austerità e insieme ad investire a piene mani nella cultura, nel cinema, nella formazione?

Una passione politica e culturale esemplare, ricordata del resto anche da molti artisti e uomini di cultura africani, e da registi. Tanto per citare due film, come non ricordare l’omaggio reso a Sankara da due autori del calibro di Ousmane Sembène e Idrissa Ouedraogo, che si è formato proprio alla Scuola di Cinema di Ouagadougou: il primo lo ha proiettato nella figura eroica ed integerrima del protagonista del suo Guelwaar; il secondo lo cita nel suo primo film, un omaggio alla necessità dell’indipendenza dell’Africa dagli aiuti economici internazionali: Yam Daabo/Le Choix (La scelta).

Certo ricordare degnamente Sankara e le mille sfaccettature del suo programma e della sua esperienza non è compito facile per chi, come me, non è un esperto di politica. Le sue parole sono molto più chiare di qualsiasi commento, nei suoi discorsi appare semplicemente la portata del suo pensiero, la sua attualità e insieme la sua preveggenza.

Per questo motivo mi è sembrato più onesto ricordarlo, oltre a queste poche parole, con uno dei suoi mitici discorsi, quello presentato alle Nazioni Unite nel 1984, quando il Burkina Faso era membro di turno del Consiglio di Sicurezza dell’Onu: la prima volta che il povero paese del Sahel si distingue a livello internazionale e lascia l’Assemblea prima stupefatta e poi ammirata nei confronti del suo giovane presidente.

Il discorso – qui riprodotto in parte – è tratto dal libro Thomas Sankara. Il presidente ribelle, pubblicato nel 1997 da Manifestolibri nella collana “I grandi discorsi”, che raccoglie appunto i principali discorsi di Sankara e che consigliamo vivamente per ricostruire le tappe principali del troppo breve percorso umano e politico di Thomas Sankara.

Fonte : http://www.cinemafrica.org/…

L’introduzione del libro e la traduzione dei testi sono di Marinella Correggia.

PARLO IN NOME DI TUTTI COLORO CHE SOFFRONO IN OGNI ANGOLO DI MONDO

New York, 4 ottobre 1984, 39. Assemblea generale delle Nazioni Unite

vedi : http://thomassankara.net/…

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