Patrizia Donadello e Antonio Mele

Presentiamo qui l’uscita in italiano di un secondo romanzo storico1 riguardante la vita di Thomas Sankara, questa volta si tratta de : “La terra degli uomini integri: Vita di Thomas Sankara” di Antonio Gentile.

La scelta di trasformare un evento realmente accaduto in un romanzo storico, se da un lato ha il pregio di avvicinare alla conoscenza della storia anche quelle persone che non hanno la pazienza o il tempo di addentrarsi nella lettura di saggi e negli approfondimenti storici, dall’altro lato, intercalando la fantasia alla realtà, può generare confusione e problemi.

Ci siamo confrontati a lungo tra membri dell’equipe di thomassankara.net ed altri conoscitori della storia burkinabè perché sin dalle prime pagine alcuni di noi si sono trovati disorientati, a tal punto da pensare di non ricordare più gli studi sulla vita di Thomas Sankara, l’ex Presidente del Burkina Faso, e di quella rivoluzione che ebbe luogo in uno dei paesi più poveri del Sahel dal 1983 al 1987.

E’ stato necessario riprendere la lettura della biografia scritta da Bruno Jaffré2, porgli molte domande, per trovare un po’ di chiarezza.

Dell’infanzia di Sankara si legge nel romanzo di Gentile tra le altre cose che : .. < il padre di Thomas suona la chitarra .. insegna a suonare a Thomas .. un suo commilitone scrive il testo della Ditanye .. viene licenziato per aver aderito alle idee di indipendenza dell’Alto Volta .. le sorelline con i vestitini della festa scendono lo scalone di casa quasi fossero in una villa .. i bambini bianchi prendono una bicicletta rossa mai posseduta da Thomas3 .. la partenza di Thomas per Bobo Dioulasso 4 5 con la sua bici rossa caricata sul portapacchi .. >

Ora, ci è dato sapere che Joseph Sankara, padre di Thomas, non avesse mai suonato la chitarra, che nessun suo commilitone avesse mai scritto la Ditanye – l’inno del Burkina Faso – ma cosa più importante, che non fosse mai stato licenziato dall’armata, finì infatti la sua carriera lavorativa come infermiere ed andò in pensione a Ouagadougou percependo inoltre una pensione come invalido di guerra.

Chi di noi poi è nato e cresciuto in Burkina Faso non ha riconosciuto il paese reale degli anni ‘50/’60 con vestitini e scaloni da scendere .. ma ha trovato una fiaba occidentale dei giorni nostri.

Ci siamo detti che essendo un “romanzo storico” è diritto assoluto dell’autore di inventare trame, personaggi e dialoghi così come dallo stesso Gentile dichiarato : <.. alcuni tratti e personaggi sono modificati o sono frutto di fantasia per essere funzionali alla narrazione .. >

Ma ci siamo sentiti ancor più confusi quando Gentile ha dichiarato che : < .. la gran parte delle situazioni e dei dialoghi deriva fedelmente dalle biografie .. >.

A parte le situazioni, seppure anche quelle siano in parte del tutto inventate o quantomeno traslate nel tempo e di soggetto, non esistono dialoghi nelle biografie. I dialoghi sono per forza di cose frutto della fantasia dell’autore.

E andando avanti nella lettura la confusione dei personaggi, il loro ruolo e lo scambio di citazioni continuano.

Soumane Touré, ad esempio, era più giovane di Thomas Sankara e di Fidèle Toé, hanno frequentato la stessa scuola in classi diverse al Liceo Ouezzin Coulibaly di Bobo Dioulasso. 6

Thomas non ha vinto il concorso al Prytanée Militaire de Kadiogo (PMK)7 perché Soumane lo ha presentato, o per meglio dire “raccomandato” a suo padre : «.. A Ouagadougou ho incontrato mio padre. Lui insegna al Prytanée, l’accademia militare. Gli ho parlato di te. » 8

Benché avessero lo stesso cognome, Adama Touré non era il padre di Soumane Touré. E l’amicizia tra Thomas e Soumane si è consolidata, ormai adulti, al rientro in patria di Sankara dal Madagascar.

Anche l’episodio dell’incontro con la musica attribuito ad Adama Touré è totalmente frutto di fantasia. « .. Adama Touré, il professore di storia dell’accademia militare, entrò nell’aula.. ed estrasse un disco di vinile avvolto in una foderina di carta … »9

In realtà fu nel ‘66 al liceo Ouezzin Coulibaly di Bobo Dioulasso che il professore di francese Mr Josephau, facendo svolgere un dettato “su la musica”, invitò gli allievi a riflettere sulla situazione in Alto Volta, non nascondendo le sue idee progressiste ed anticolonialiste. 10

E questi non sono che pochi esempi.

E’ infatti per un principio di realtà, e per il rispetto che di lui abbiamo e che gli dobbiamo, che ci siamo rivolti a Fidèle Toé, uno degli ultimi importanti testimoni della rivoluzione burkinabè ancora viventi, che abbiamo la fortuna di conoscere.

A lui abbiamo segnalato il 13esimo capitolo del libro di Gentile, in cui è stato ampiamente citato. Questa è la risposta che ci ha inviato in privato :

<< .. Leggo con costernazione questi passaggi sconclusionati e totalmente falsi. Non so chi sia questo autore italiano. Mi è totalmente sconosciuto. Certo è che la pubblicazione di tali menzogne può far sfigurare la storia del nostro paese e presentare ritratti malevoli miei e del mio defunto padre.

1. Non conosco nessun Jerome TOE, che apparentemente viene presentato come mio padre o il mio mentore che mi consiglia di andare a scuola.


2. Quando mi sono iscritto alla CP1, scuola elementare di T
oma , mio padre era lontano dall’Alto Volta. Oltre al fatto che mio padre era stato un insegnante istruttore nella scuola elementare cattolica di Toma, vivevo in una famiglia dove c’erano due giovani insegnanti appena usciti dal Collegio di Toussaint, e che erano dei modelli per me.

3. Per quale motivo mio padre, che ha insegnato a generazioni di studenti, alcuni dei quali sono diventati a loro volta insegnanti e talvolta alti funzionari, mi avrebbe obbligato a scrivere i rapporti citati dall’autore ?

La sua probità e la sua grande umiltà così come la sua generosità sono ben note nel nostro ambiente sociale. Conservo ancora dei documenti scritti di suo pugno, che rivelano una bella calligrafia con il rispetto e la grazia ordinata dei pieni e dei vuoti, perché quasi sempre scriveva con pennino e inchiostro.

Ho anche sempre vissuto lontano da mio padre e l’anno in cui sono entrato nella funzione pubblica è stato l’anno in cui lui ha ugualmente lasciato la funzione pubblica. Ha formato guardie di sicurezza e commissari di polizia che hanno ancora un’immagine molto positiva di lui.

4. Quando nel 1962 sono partito per il liceo Ouezzin Coulibaly, mio padre non era ancora tornato da Thiès. Sono arrivato a Bobo Dioulasso, come la maggior parte dei giovani studenti, su un autobus della Compagnia Transafricana. E Thomas ed io, a partire dalla prima media, eravamo costretti ad andare a scuola a piedi o in bicicletta.

5. Fu solo nel 1964 che mio padre prese in affitto un’abitazione nella Capitale e si trasferì a Ouagadougou e fu quello stesso anno, durante le vacanze, che io vidi e conobbi per la prima volta Ouagadougou.

Sfido chiunque a immaginare un tavolo da cucina in un simile contesto dove ci saremmo seduti a scrivere rapporti !

Non riconosco da nessuna parte né Thomas né la mia modesta persona e gli episodi in cui appariamo insieme a Soumane Touré sono frutto di una brutta immaginazione che inducono a danneggiare la sana amicizia che Thomas ed io avevamo. Essendo più giovane di noi Soumane non era nella nostra classe. Poteva considerarci al massimo dei “corvi”, secondo la tradizione del nonnismo in vigore al liceo Ouezzin e il movimento rivoluzionario che ha guidato nell’aprile 1966 non è mai uscito dai confini del liceo Ouezzin Coulibaly.

Infine il ritratto che l’autore fa di nostro padre, un uomo rispettabile, è totalmente falso, al limite della denuncia. Mio padre non ha mai avuto problemi ai denti. Aveva problemi agli occhi. Ha pianto così tanto per l’assassinio di Sankara e il mio esilio che ha perso completamente la vista.>>

Le ricerche storiografiche e le biografie sono servite perlopiù a Gentile per inquadrare, tracciare i contorni, i riferimenti temporali della storia generale del libro, dentro i quali l’autore ha tessuto il suo romanzo mescolando abilmente la fantasia alla storia, verosimilmente allo scopo di ottenere un racconto accattivante e da leggere tutto d’un fiato.

Anche la fine del romanzo è ciò che particolarmente ci ha colpito.

Gentile non ha fatto partecipare al commando assassino Blaise Compaoré, lo ha fatto però piangere ed urlare di dolore mentre tiene tra le braccia il corpo insanguinato di Thomas Sankara. Addirittura, sentendo sopraggiungere la morte, Thomas avrebbe chiesto a Blaise di infondergli coraggio perché avrebbe detto: – tra noi due sei sempre stato tu Blaise il più coraggioso – .

Oggi non è ancora dato di sapere con certezza come andarono le cose il 15 ottobre del 1987, capiamo la scelta dell’autore di costruire un personaggio-Blaise con le sue sfaccettature, è solo che negli occhi di chi ha ucciso un suo fratello senza mostrare alcun segno di pentimento per 27 anni per noi è difficile leggere tutta questa umanità, seppur in un romanzo. Da lettori informati, avremmo voluto un personaggio-Blaise più freddo e cupo. Sankara stava cercando in realtà in tutti i modi di mettere in piedi una linea di difesa democratica per sé e per la rivoluzione per proteggersi da Blaise Compaoré e dai suoi uomini. Purtroppo non è riuscito a farlo in tempo.

Le implicazioni di tale scelta narrativa travalicano l’ambito della lettura. Ci preoccupa il fatto che, proprio ora in cui dovrebbe iniziare il processo contro gli assassini di Thomas Sankara e in Burkina Faso si ritorna a parlare di riconciliazione nazionale e del ritorno in patria di Blaise Compaoré (in esilio dorato in Costa d’Avorio) l’immagine che Gentile ci restituisce, di un Blaise fratello disperato, non possa che rafforzare la tesi della sua fragilità e bontà e che, dell’assassinio di Sankara, prevalga solo l’ipotesi di un complotto ordito dall’esterno senza implicazione e responsabilità burkinabè.

Blaise Compaoré, che fosse presente o meno all’assassinio di Sankara, è stato “un predatore che ha ucciso tutti quelli che gli facevano ombra” così come scritto da Mariam Sankara 11. Lingani e Zongo, gli altri due attori della Rivoluzione d’agosto, li fece fucilare due anni dopo il 15 ottobre 1987, continuando a far uccidere e torturare tutti quelli che osavano opporsi al potere suo e del suo clan ( l’uccisione del giornalista Norbert Zongo è del 1998 ) e per l’impero personale, suo e della sua famiglia, ha costruito e coperto anni ed anni di guerre che hanno fatto migliaia di morti in tutta l’Africa occidentale 12

Da anni 13( per qualcuno 10 – 20 – 30 anni ) ci battiamo al fianco della famiglia di Thomas Sankara e dei suoi avvocati per far conoscere la verità sul suo assassinio e sulla sua vita, vita alla quale Blaise Compaoré ha messo fine, tentando di cancellarla dalla storia in tutti i modi possibili. Il Governo del Burkina Faso fu costretto solo nel 2008 dall’ONU a cancellare dal certificato di morte di Thomas Sankara il termine “morte naturale”, che venne ratificato senza però che venisse aggiunto null’altro, continuando sempre a rifiutare alle famiglie la richiesta di identificare i corpi seppelliti nel cimitero di Dagnoën, per poter dar loro degna sepoltura, fino ad arrivare nel 2011 a far profanare la tomba 14.

Le esumazioni eseguite nel 2015, dopo la rivolta popolare che finalmente nel 2014 ha cacciato Blaise Compaoré dal potere, hanno rinvenuto i resti ad una profondità di 25 – 40 cm, lasciati esposti con grande cattiveria e ferocia per 27 anni alle intemperie, pioggia, vento e 40° africani hanno determinato il danneggiamento irreparabile del DNA e l’impossibilità di recuperarlo in ciò che dei loro corpi è rimasto.

Ci teniamo inoltre a ricordare qui Silvestro Montanaro, scomparso purtroppo improvvisamente lo scorso anno, e definito da Gentile il più grande conoscitore di Sankara in Italia, colui che gli ha permesso di scoprirlo, che lo ha ispirato nella scrittura del suo libro.

Silvestro era un nostro caro amico, uno dei più grandi giornalisti d’inchiesta italiani, schierato da sempre a difesa dei più deboli e uno dei pochi a denunciare le dinamiche strangolatrici del potere internazionale della finanza. Conoscitore dell’Africa, della sua immensa ricchezza e del suo enorme impoverimento, ma non conoscitore in modo particolare della vita di Sankara di cui Silvestro conosceva l’esempio, le opere realizzate, i discorsi più famosi e verso il quale ci ha confidato di avere un debito di riconoscenza. Questi i motivi che l’hanno indotto a cercarci e chiederci aiuto nel 2009.

Fu proprio il debito nei confronti di Sankara a spingerlo, a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Prince Johnson in Commissione per la Riconciliazione e la Verità della Liberia, a ritornare nel 2009 in Liberia. In base alle testimonianze raccolte, Silvestro ha realizzato il terzo episodio della serie “Ombre Africane15 grazie al quale è stato possibile avvalorare la tesi, già da alcuni avanzata, di un complotto internazionale nell’assassinio di Thomas Sankara organizzato da un commando burkinabè, con il coinvolgimento oltre che della Francia e della Costa D’Avorio e dei loro servizi segreti anche degli USA e la loro CIA, della Liberia, della Libia, del Togo16 .

Questo documentario, da noi tradotto in francese e diffuso in rete17, è entrato a far parte integrante di un “Dossier di Giustizia” che fu costruito e depositato per due volte, grazie ad alcuni deputati francesi, all’Assemblea Nazionale di Francia e depositato agli atti giudiziari dal Giudice militare François Yaméogo che sta istruendo il processo in Burkina Faso, Giudice che abbiamo messo in contatto diretto con Silvestro stesso.

Abbiamo collaborato al suo fianco anche nel 2012 alla costruzione del suo ultimo documentario : “E quel giorno uccisero la felicità!” che Silvestro volle definire “il Manifesto” della sua carriera lavorativa, tradotto anche questo in francese e, con l’aiuto di un caro amico, sottotitolato e pubblicato in rete 18.

Quando poi la Rai decise di escludere la sua trasmissione “C’era una volta” dal palinsesto televisivo siamo stati al suo fianco raccogliendo la solidarietà anche a livello internazionale19.

La perdita di Silvestro nel 2020 è stata immensa ma, grazie ad un grande lavoro di archivio di un suo caro amico, tutti i suoi documentari sono accessibili gratuitamente a chiunque 20.

E’ per tutti questi motivi che, con tutto il rispetto per la libertà di scrittura di ognuno, riguardo al romanzo di Antonio Gentile ci permettiamo di dire che la vita e la morte di Sankara sono state altra cosa, che da 30 anni si sta cercando faticosamente di ricostruirla e di conoscerla e che ci preoccupa che quei lettori italiani che non hanno altri strumenti di conoscenza della vita di Sankara pensino di stare leggendo effettivamente la sua biografia romanzata.

Ci auguriamo che l’autore voglia chiarire ai suoi lettori che il suo libro è un romanzo che non attiene alla realtà se non per alcuni e particolari aspetti e che inviti i lettori ad approfondire la conoscenza sulla vita e la morte di Sankara cercando informazioni, sul nostro sito thomassankara.net come altrove, laddove è raccolto tutto ciò che sin’ora di lui conosciamo.

Ci teniamo inoltre a sottolineare che la nostra collaboratrice citata nel libro dall’autore non ha contribuito in alcun modo alla stesura del romanzo e, così come gli si è detto, non sappiamo il motivo dei ringraziamenti poiché per il suo libro noi non abbiamo fatto nulla.

Forse ha voluto ringraziarci, come lui rispose : – .. per avermi fatto entrare in una dimensione social su Thomas che non conoscevo .. -.

Forse Gentile da noi voleva proprio solo dei contatti. E li ha avuti, alcuni volutamente comunicati da noi, altri messi a disposizione più che da noi dalle dinamiche delle reti sociali di cui siamo utenti.

Speriamo vivamente che di questi contatti ne faccia buon uso, la generosità deve guidarci se il nostro obiettivo è far arrivare, qualunque sia il percorso, sempre più persone ad interessarsi e a conoscere le idee e la pratica di Thomas Sankara, non per farne mera testimonianza ma per scoprirne l’attualità e la necessità qui ed ora.

Concludiamo esprimendo la nostra più viva solidarietà a Fidèle Toé, Ex Ministro del Lavoro della Sicurezza Sociale e della Funzione Pubblica nel Governo Sankara, invitato per due volte in Italia – a Roma dal Movimento degli Africani al Convegno del 10 dicembre 2007 : “ Thomas Sankara l’attualità del suo pensiero21 – e a Torino dal Comitato italiano SankaraXX all’evento: “THOMAS SANKARA giustizia e memoria collettiva” organizzato il 29 gennaio 2008 al Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà 22.

A ognuno spetta il dovere di trarne le conseguenze.

E’ possibile vedere una presentazione on line del libro al FESTIVAL BUONA LETTURA 23 organizzata dall’editore Gianni La Corte.

Per la Redazione del sito

Patrizia Donadello e Antonio Mele

1 Martinelli Vittorio e Massai Sofia – La voce nel deserto – 2009, Ed. ZONA https://www.youtube.com/watch?v=nTXJqX_u1bM&list=RDnTXJqX_u1bM&start_radio=1

2 Jaffré, Bruno. Biographie de Thomas Sankara : La patrie ou la mort – 2007 Ed L’Harmattan https://www.editions-harmattan.fr/livre-biographie_de_thomas_sankara_la_patrie_ou_la_mort_bruno_jaffre-9782296042650-24585.html

3 Pag 19 Thomas Sankara i discorsi e le idee – Edizioni SANKARA http://www.sankara.it/sankara.htm

5Estratto italiano da : Thomas SANKARA, entretien de Sankara avec le journaliste Jean-Philippe Rapp https://www.facebook.com/photo?fbid=10225007728449359&set=a.1066267345867

6Pag. 43 Jaffré, Bruno. Biographie de Thomas Sankara : La patrie ou la mort – 2007 Ed L’Harmattan

8Pag. 62 Gentile, Antonio. La terra degli uomini integri – 2020 Ed. La Corte http://www.lacorteditore.it/

9Pag. 71 Gentile, Antonio. La terra degli uomini integri – 2020 Ed. La Corte http://www.lacorteditore.it/

10Pag. 43 Jaffré, Bruno. Biographie de Thomas Sankara : La patrie ou la mort – 2007 Ed L’Harmattan

11 Lettre de Mme Sankara au président Nicolas Sarkozy à l’occasion de la visite officielle de M. Blaise Compaoré en France (novembre 2008) https://www.thomassankara.net/lettre-de-mme-sankara-au-president-nicolas-sarkozy-a- loccasion-de-la-visite-officielle-de-m-blaise-compaore-en-france-novembre-2008/

12 Bilancio della mobilitazione a Firenze contro l’attribuzione del premio Galileo 2000 per la mediazione nei conflitti etnici e sociali a Blaise Compaoré https://www.thomassankara.net/bilancio-della-mobilitazione-a-firenze-contro-lattribuzione-del-premio-galileo-2000-per-la-mediazione-nei-conflitti-etnici-e-sociali-a-blaise-compaore/?lang=it

13 Denunciamo l’accoglienza di Blaise Compaoré in Italia https://comune-info.net/denunciamo-laccoglienza-di-blaise-compaore-in-italia/

15 Intervista di Silvestro Montanaro a proposito delle testimonianze dei liberiani sull’assassinio di Sankara nel documentario di RAI 3 « Ombre Africane » – https://www.thomassankara.net/intervista-di-silvestro-montanaro-a-proposito-delle-testimonianze-dei-liberiani-sullassassinio-di-sankara-nel-documentario-di-rai-3-ombre-africane/?lang=it

16 “Que sait-on sur l’assassinat de Sankara?” de Bruno Jaffré https://www.thomassankara.net/que-sait-on-sur-lassassinat-de-sankara-de-bruno-jaffre/

18Video – “Thomas Sankara… et ce jour-la ils ont tue la felicite”. Silvestro Montanaro RAI3 https://www.youtube.com/watch?v=ByQDj8E2e6U

19Solidarité avec le journaliste réalisateur Silvestro Montanaro, privé d’émission sur la RAI3 https://www.thomassankara.net/solidarite-avec-le-journaliste-realisateur-silvestro-montanaro-prive-demission-sur-la-rai-3/

20I grandi reportages di Silvestro Montanaro https://carlinhoutopia.wixsite.com/carlinho-utopia

21Radio Radicale – Registrazione del Convegno : “ Thomas Sankara l’attualità del suo pensiero” https://www.radioradicale.it/scheda/242243/thomas-sankara-lattualita-del-suo-pensiero

22 “THOMAS SANKARA giustizia e memoria collettiva” http://www.sankara.it/sank_resist.pdf

23Presentazione del Libro di Antonio Gentile al FESTIVAL BUONA LETTURA (dal minuto 1.02.50 sino al minuto 1.58.55). https://www.youtube.com/watch?app=desktop&v=FO3eb7k1pZQ

2 COMMENTS

  1. Articolo esagerato e un po’ pretestuoso. A me il libro è piaciuto molto, è scritto davvero bene e non mi pare offenda proprio nessuno. Anzi è utilissimo per iniziare a conoscere la storia di Sankara e ti fa innamorare della sua figura.
    Complimenti comunque per il lavoro che fate.

  2. Buongiorno Roberta, poiché secondo lei ciò che abbiamo scritto è addotto come pretesto per giustificare qualche cosa, sarebbe interessante che lei spiegasse meglio quali sarebbero state le nostre vere intenzioni nascoste e quale scopo avremmo voluto raggiungere con il nostro articolo. Grazie

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