Una incontro di verità si impone

 

 

Source : Quotidien le Pays N°3949 du 07/09/2007, La chronique du fou http://www.lepays.bf/

 

(trad. Patrizia Donadello)

 

Per commemorare il 20° anniversario dell’ascesa al potere di Blaise Compaoré, il Congresso per la democrazia ed il progresso (CDP), il partito al potere, organizza un simposio internazionale che avrà per tema: “Democrazia e sviluppo in Africa". In questa occasione, la direzione politica del CDP, in una lettera firmata il 22 agosto dal presidente del CDP, Roch Marc Christian Kaboré, ha invitato il presidente de l’Unione pour la  renaissance/Mouvement sankariste (UNIR/MS), il Dottor Bénéwendé Stanislas Sankara, a prendere parte a questo simposio.

Nella sua corrispondenza, il presidente del CDP scritto: "Questo simposio che si terrà i 14, 15 e 16 ottobre 2007 nella sala Banquets de Ouaga 2000 darà l’opportunità agli attori della scena politica africana ed internazionale di identificare le modalità in grado di contribuire in modo innovatrice ed efficace al consolidamento della democrazia per uno sviluppo duraturo in Africa". 

Il 3 settembre, il presidente dell’UNIR/MS rispondeva al presidente del CDP nel seguente modo:

"… Mi permetterete di ricordarvi che questo anniversario, felice per voi, corrisponda ahimè, per una maggioranza di burkinabè, al punto di partenza di una discesa agli inferi aldilà della stessa ecatombe che l’ha prodotto." In seguito lo stesso Sankara prosegue: "… Per queste ragioni, e per altro ancora che sarebbe fastidioso enumerare qui, ci dissociamo da questa pagliacciata di simposio che è solamente un tentativo di occupare terreno per cercare di nascondere la commemorazione internazionale dell’odiosa omissione di atti di ufficio del 15 ottobre 1987 che, lo ricordiamo, patrioti e democratici di altri paesi stanno organizzando a riguardo della figura del Presidente Thomas Sankara."

Un finale categorico ed inequivocabile di rifiuto del presidente dell’UNIR/MS a partecipare al simposio del CDP. 

Innanzitutto, bisogna dire che il CDP, invitando l’UNIR/MS, ha ubbidito ad un’azione di semplice gentilezza. Questo passo farebbe pensare alla  volontà di tenere unita l’insieme della classe politica nazionale che dovrebbe condurre una riflessione senza compiacenza sulla gestione del paese da parte di Blaise Compaoré durante due decenni.

Ma si potrebbe dire che si tratta di un’azione che non manca di cinismo. Si potrebbe sospettare anche una trappola. Poiché, anche senza anticipare la reazione dell’UNIR/MS, il CDP doveva aspettarsi questo rifiuto. Con la presenza di eminenti personalità africane ed invitati  internazionali da parte del CDP, quale è il posto dedicato ai partiti politici burkinabè? Saranno semplicemente invitati per riempire la sala Banquets de Ouaga 2000, con grande soddisfazione degli organizzatori, o avranno  voce in capitolo?

In più, per il CDP, queste manifestazioni saranno l’opportunità di legittimare gli avvenimenti del 15 ottobre 1987. Si produrrà in bilanci lusinghieri sui 20 anni di gestione del potere. Invece, per i sankaristi, in particolar modo per il presidente dell’UNIR/MS, partecipare a questo simposio non avrebbe portato che a legittimare ciò che è accaduto vent’ anni fa; in qualche modo a vendere la sua anima. Agli occhi dei sankaristi, non è altro che una contro-campagna ciò che il CDP ha scatenato organizzando un simposio internazionale dal 10 al 20 ottobre prossimo.

Difatti, le date stabilite  coincidono con quelle inizialmente fissate dal comitato di organizzazione per la commemorazione del 20 anniversario dell’assassinio di Thomas Sankara che aveva previsto il Simposio internazionale Thomas Sankara.

La commemorazione dei 20 anni di potere di Blaise Compaoré, o la celebrazione del 20° anniversario dell’assassinio del Presidente del Consiglio nazionale della Rivoluzione, il capitano Thomas Sankara, pone il vero problema dell’oblio e della riconciliazione dei burkinabè.

Il 15 ottobre 2007, due manifestazioni distinte avranno luogo ad Ouagadougou. Il problema della divisione dei burkinabè si pone ancora a vent’anni di distanza. Mentre dei burkinabè vanno a chinarsi su una divisione di sangue, i loro compatrioti ad Ouaga 2000 vanno a celebrare le prestazioni di un regime. Ciascuno va a commemorare il prossimo 15 ottobre sotto l’angolatura che l’interessa ed è dunque la prova di un grande strappo in seno al popolo dove ognuno vede la ragione dalla sua parte. Come fare per acquietare questo clima di divisione che perdura da 20 anni? Perché, è tempo di intraprendere una vera politica di riconciliazione e di perdono, perché, lo si vede, la Giornata nazionale del Perdono organizzato il 30 marzo 2001 non ha portato la pace auspicata.

Si potrebbe pensare ad un incontro di verità che, senza essere una conferenza nazionale la cui idea è stata rifiutata, permetterebbe a ciascuno ed a tutti di assumersi la propria parte di responsabilità, non solo negli avvenimenti del 15 ottobre 1987, ma anche negli altri come il 13 dicembre 1998 data dell’assassinio del giornalista Norbert Zongo. Senza questo coraggio di organizzare questa unione generale, la data del 15 ottobre, ma anche numerose altre, rimarranno delle giornate durante le quali gli uni piangono mentre altri festeggiano.

 

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